Esondazioni in Veneto, disastro annunciato ma la Regione non ha fatto nulla
Le misure a salvaguardia del territorio, contenute nel Piano per l’assetto idrogeologico dei fiumi,decorso il termine del 6 ottobre 2010, sono decadute. Condotta gravissima della Giunta regionale attuale e precedente, irresponsabile negligenza oppure permissivismo?
Non approvare per tempo il piano per l’assetto idrogeologico per i bacini idraulici a rischio e scaricare la responsabilità dell’azione di governo del territorio interamente sui comuni è irresponsabile. Questa è la vera faccia di chi governa il Veneto, che lascia soli i nostri comuni a prendere misure di salvaguardia del territorio La condotta della Giunta regionale di oggi e di ieri che ha fatto decorrere il termine del 6 ottobre scorso per l’approvazione del Progetto di Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico dei bacini dell’Isonzo, Tagliamento, Piave e Brenta-Bacchiglione, elaborato dall’Autorità di Bacino è ingiustificabile. Piano che è costato tanti soldi pubblici, questa volta spesi bene (se fosse stato attuato): in consulenze tecniche meticolose e approfondite che avrebbero dato gli strumenti per una positiva azione di governo del territorio ai sindaci.
Ma a quanto pare tali misure di salvaguardia dei bacini dei fiumi veneti, non erano, tra le priorità dell’Esecutivo di Palazzo Balbi.
Solo un fiume di belle parole profuse ogni sera dallo schermo di compiacenti TV locali da questi amministratori.
Nessuno chiede ai Governatori Zaia e Galan PERCHE'?
Eppure loro dovrebbero ben conoscere le vulnerabilità delle nostre zone riconosciute oltre che dagli studi da drammatiche situazioni già vissute (il Vajont con 2000 morti non dovrebbe essere mai dimenticato! o le alluvioni succedutesi nel tempo!).
COSA HANNO FATTO QUESTI SIGNORI IN TANTI ANNI?
Il Veneto dovrebbe essere in prima fila per promuovere azioni di tutela e di eliminazione dei rischi.
Solo un fiume di belle parole profuse ogni sera dallo schermo di compiacenti TV locali da questi amministratori.
Nessuno chiede ai Governatori Zaia e Galan PERCHE'?
Eppure loro dovrebbero ben conoscere le vulnerabilità delle nostre zone riconosciute oltre che dagli studi da drammatiche situazioni già vissute (il Vajont con 2000 morti non dovrebbe essere mai dimenticato! o le alluvioni succedutesi nel tempo!).
COSA HANNO FATTO QUESTI SIGNORI IN TANTI ANNI?
Il Veneto dovrebbe essere in prima fila per promuovere azioni di tutela e di eliminazione dei rischi.
Ad oggi ancora nessuna opera iniziata, nessun lavoro in esecuzione!!!!

