Se ancora ne servisse una, il decreto milleproroghe è la prova che Governo e maggioranza sono arrivati al capolinea. La grave crisi politica di questa maggioranza è evidente nella forzatura costituzionale di affidare a un decreto ministeriale, quindi a una norma regolamentare, il differimento di un termine di legge, calpestando la funzione legislativa e i poteri del Parlamento, una costante in questi tre anni che abbiano più volte denunziato.
Non bastava il record storico raggiunto dalle tasse con questo governo al 43,4%. Non bastava la patrimoniale introdotta surrettiziamente con l'Imu, mancavano alcuni tocchi di fantasia sul sistema tributario italiano come la tassa sul cinema che tutti i giorni pagheranno ragazzi, ragazze, pensionati e fasce più deboli.
Così come nel decreto la maggioranza ha voluto la possibilità per le Regioni di aumentare alcune tasse in presenza di una catastrofe: a catastrofe si aggiunge un'altra catastrofe con l'aumento dei tributi e delle addizionali.
E se non basterà, dopo l'utilizzo del Fondo protezione civile, bisognerà obbligatoriamente aumentare l'accise sul gasolio.
Inoltre, la restituzione delle tasse sospese ai terremotati dell'Aquila il rinvio, necessario anche se non risolutivo, a novembre ma senza copertura finanziaria! Come si può fare? Come si può aggirare l'art. 81 della Costituzione? Con un'ordinanza di Protezione Civile, naturalmente. Che è esattamente ciò che prevede questo decreto.
Anche qui, la fantasia ha oltrepassato ogni limite.
Il Parlamento è sempre più svilito e svuotato. Lo slogan meno tasse per tutti è rimasto vuoto e la verità è che le tasse aumentano colpendo tutti.
Più che milleproroghe siamo di fronte al milletasse che certifica l'irreversibile crisi politica della maggioranza.
Non bastava il record storico raggiunto dalle tasse con questo governo al 43,4%. Non bastava la patrimoniale introdotta surrettiziamente con l'Imu, mancavano alcuni tocchi di fantasia sul sistema tributario italiano come la tassa sul cinema che tutti i giorni pagheranno ragazzi, ragazze, pensionati e fasce più deboli.
Così come nel decreto la maggioranza ha voluto la possibilità per le Regioni di aumentare alcune tasse in presenza di una catastrofe: a catastrofe si aggiunge un'altra catastrofe con l'aumento dei tributi e delle addizionali.
E se non basterà, dopo l'utilizzo del Fondo protezione civile, bisognerà obbligatoriamente aumentare l'accise sul gasolio.
Inoltre, la restituzione delle tasse sospese ai terremotati dell'Aquila il rinvio, necessario anche se non risolutivo, a novembre ma senza copertura finanziaria! Come si può fare? Come si può aggirare l'art. 81 della Costituzione? Con un'ordinanza di Protezione Civile, naturalmente. Che è esattamente ciò che prevede questo decreto.
Anche qui, la fantasia ha oltrepassato ogni limite.
Il Parlamento è sempre più svilito e svuotato. Lo slogan meno tasse per tutti è rimasto vuoto e la verità è che le tasse aumentano colpendo tutti.
Più che milleproroghe siamo di fronte al milletasse che certifica l'irreversibile crisi politica della maggioranza.
