Ieri alla Camera era in discussione una proposta di modifica della Costituzione per abolire la parola Province. Sostenitori Idv e Udc. Contrari Pdl e Lega. Il gruppo parlamentare del Pd, dopo una lunga discussione che ha occupato l’intera mattinata e in cui numerosi erano anche i favorevoli al voto positivo , ha deciso per l’astensione.
La ragione di questa posizione l’hanno spiegata il presidente del gruppo alla Camera, Dario Franceschini, durante il dibattito, il segretario Bersani in alcune dichiarazioni successive e il presidente Rosy Bindi in tv.
In pratica, hanno spiegato i dirigenti del Pd, togliere la parole non serve a ridurre nulla, ma solo a piantare una bandierina di fronte a tv e opinione pubblica, perché poi restano tutti i problemi di dove e come trasferire compiti, dipendenti, poteri, patrimoni. Il Pd ha presentato una sua proposta organica per la riduzione delle province, per la creazione di province metropolitane, per la ridislocazione di funzioni e compiti in modo da ridurre costi e aumentare l’efficienza della amministrazione pubblica.
Idv e Udc hanno ovviamente giocato su questo tema, che si presta alla propaganda. Ma resta il dato di fondo: non è togliendo una parole che si tagliano i costi.
