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martedì 23 agosto 2011

Consiglio comunale del 22 agosto 2011

panoramica ex stalla Bianchin alla Valle di Cornuda
DICHIARAZIONE DI VOTO “ LISTA CIVICA BRUNO COMAZZETTO SINDACO “
Richiesta di riduzione grado di protezione fabbricato schedato “c/59”, ai sensi Art. 11 Norme di Attuazione del PRG. Ditta: Zavarise Michele - Bianchin Daniela – MartignagoElda.
Il fabbricato in oggetto ricade in zona “A” di centro storico – UMI n.5 La Valle - del vigente PRG.
Al momento della redazione della variante riguardante i centri storici, l’immobile è stato schedato di interesse storico con sigla “c/59” in analogia ad altri edifici presenti nella borgata, che nell’insieme vengono a costituire la traccia testimoniale dell’originario insediamento dell’edificato storico. ( riportato in Convenzione col Privato )
Col PRG il suddetto fabbricato, su richiesta del proprietario ha già ottenuto di passare da agricolo a commerciale- residenziale. Successivamente la richiesta del privato fu di renderlo tutto residenziale e ora di declassarlo da C a D.
Andando poi ad esaminare l’ iter del progetto di ristrutturazione ci accorgiamo che più volte è stato posto all’ attenzione della Commissione Edilizia che ha anche effettuato un sopraluogo per meglio rendersi conto delle richieste del proprietario e le condizioni del fabbricato stesso.
La difficoltà di adeguare il progetto alle indicazioni andava a cozzare contro le norme che impedivano l’ apertura di ulteriori fori finestra ma nello stesso tempo era da considerare che il passaggio a residenziale poneva la necessità di creare dei fori per rendere agibili alcuni vani.
( veniva richiesta l’ apertura di ulteriori tre fori finestra nella parete ad ovest ) . Il silenzio per un po’ di tempo, poi, il 20 giugno 2011 ecco arrivare la richiesta del privato di abbassare il grado di tutela da C a D. Cosa significa questo ?
DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI NEGLI EDIFICI DI INTERESSE STORICO ARCHITETTONICO, AMBIENTALE.
Gli edifici sono individuati nelle planimetrie del P.R.G. e classificati in base al loro valore culturale che viene espresso mediante i seguenti "gradi di tutela":
EDIFICI CON GRADO DI TUTELA "A" (Restauro e/o Risanamento conservativo)
Edifici vincolati ai sensi della L. 1089/1939 e gli altri edifici di rilevante valore storico, architettonico,ambientale che conservano i caratteri significativi dell'organismo edilizio.
Per li edifici con grado di tutela "A" non saranno consentite demolizioni, neppure parziali, ad esclusione diquelle relative ad eventuali corpi aggiunti in epoca recente e a superfetazioni interne ed esterne che, purcostruite da vecchia data, non appartengono al manufatto originario e ne sono motivo di deturpazione. Pertali elementi sussiste l’obbligo di demolizione.
EDIFICI CON GRADO DI TUTELA "B" (Restauro e/o Risanamento conservativo)
Edifici con impianto tipologico ben definito e di rilevante valore storico, architettonico e ambientale.
Non saranno consentite variazioni delle altezze dei fabbricati, demolizioni, neppure parziali, ad esclusione di eventuali superfetazioni, aggiunte e sopraelevazioni. Per tali elementi sussiste l’obbligo di demolizione.
E' ammesso il restauro di tipo conservativo con interventi di manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria, consentendo anche il ricavo di più unità immobiliari e l'inserimento solo all'interno deifabbricati di servizi igienici illuminati ed aerati anche artificialmente purchè l’insieme degli interventi siacompatibile con l’impianto originario.
EDIFICIO CON GRADO DI TUTELA "C" (Ristrutturazione edilizia leggera)
Edifici meritevoli di particolare attenzione per quanto riguarda la tipologia. Potranno essere quindi effettuati lavori di ristrutturazione mediante conservazione della stessa, consentendo però la sostituzione di strutture interne anche con materiali diversi da quelli esistenti.
E' ammesso il ricavo di più unità immobiliari.
Gli interventi dovranno conservare il disegno di facciata con le relative altezze esistenti e le rifiniture esterne dovranno essere eseguite con materiali e colori tradizionali.  Sono ammessi aumenti volumetrici nei limiti massimi del 10% dell'esistente purché gli stessi siano finalizzatial recupero di tipologie storiche obsolete, ovvero al recupero di superfetazioni legittime. Il tutto nei limitidelle tolleranze previste nell'abaco allegato (All. A).
EDIFICI CON GRADO DI TUTELA "D" (Ristrutturazione edilizia pesante )
Gli edifici oggetto dei questa classificazione potranno essere completamente ristrutturati anche mediante la totale demolizione e fedele riproposizione, conservando la volumetria, la sagoma, il disegno di facciata, gli elementi architettonici e i materiali tipici.
La distribuzione interna può essere completamente ridisegnata con modifica del numero delle unità abitative, dei vani esistenti e il riordino delle forature di facciata.
Le rifiniture esterne dovranno essere eseguite con materiali e colori tradizionali.
Sono ammessi aumenti volumetrici nei limiti massimi del 10% dell'esistente purchè gli stessi siano finalizzati al recupero di tipologie storiche obsolete, ovvero al recupero di superfetazioni legittime.
Il tutto nei limiti delle tolleranze previste nell'abaco allegato (All. A).
Abbiamo capito bene spero: dall’ impossibilità ad ottenere tre nuove finestre alla possibilità di procedere alla completa demolizione del fabbricato e all’ apertura di quante finestre si vuole.
Magari, fra pochi giorni ci presenterete il “piano casa sui centri storici “ e così il privato potrà chiedere anche l’ ampliamento e visti i precedenti la cosa non è da escludere
C’ è da dire che già in Commissione, l’ Assessore all’ Urbanistica, il sindaco Marcolin, aveva convinto i membri di maggioranza che l’operazione era semplice, bastava chiedere al privato in cambio qualcosa e così si è fatto.
In data 3 agosto veniva spedita dall’ amministrazione una lettera alla proprietà per valutare i termini perequativi (Decisi da chi non si sa )
In data 10 agosto 2011, dodici giorni fa, vi è stato un incontro tra la proprietà privata e l’ Amministrazione. Vorremmo sapere chi era presente oltre al Sindaco.
In delibera si prevede che il privato in cambio di questo enorme favore (demolire costa molto meno che ristrutturare………..alcuni tecnici interpellati parlano di circa un 20% in meno. Su un milione di euro il valore del 20% ammonta a 200 000 euro ) debba impegnarsi a fare opere a favore del comune per l’ irrisoria cifra di 10 mila euro.
In convenzione viene riportata infatti la seguente frase :
ART. 5) - ESECUZIONE PER STRALCI
Data la modestia delle opere previste e l’interesse pubblico a veder le stesse completate, non è ammessa l'attuazione per stralci.
A fronte quindi di un intervento che supererà il milione di euro, al comune le briciole.
Ma alcune domande vengono spontanee:

  •  “CHI HA DECISO CHE LA CIFRA DI 10 000 EURO DI LAVORI inclusa IVA, quindi di lavori, poco più di 8 000 euro E’ EQUA ?”
  •  Come mai non sono stati coinvolti nella trattativa l’ ufficio tecnico e i tecnici che stanno stendendo il PAT ( meglio, che sono da due anni in attesa di stendere il PAT).
  •  Come mai non è più stata convocata la Commissione Urbanistica ?
  • Come mai tutta questa fretta a concludere e a convocare il 22 di agosto il Consiglio Comunale?
A questo punto la responsabilità di portare la maggioranza a prendere una decisione affrettata e pasticciata è tutta dell’ Assessore all’ Urbanistica, il Sindaco Marcolin.
Tanto più grave è stata l’ assenza del Sindaco dalla riunione dei capigruppo dove il vicesindaco non ha potuto far altro che leggere la delibera non conoscendo il problema
( Eppure la data e l’ ora della riunione la decide il sindaco senza interpellare nessuno).
Alla luce di tutti questi elementi invitiamo il gruppo di maggioranza a ritirare l’ ordine del giorno per poter procedere a un confronto in commissione con la presenza dell’ ufficio urbanistica e dei tecnici del PAT e valutare adeguatamente l’importo della perequazione.
Se la scelta dell’ Amministrazione non verrà cambiata si creerà un pericoloso precedente che permette al sindaco/assessore all’urbanistica di trattare personalmente e in maniera arbitraria con i privati, priverà quindi la commissione urbanistica e i tecnici del PAT di offrire degli orientamenti che valgono come criterio per tutti. In questo modo il comune rischia di essere privato della capacità di decidere in maniera ponderata e più collegiale i termini della perequazione e quindi rischia, come si prefigura in questo caso, di portare danni erariali alle casse comunali a causa di una evidente sottostima del beneficio acquisito dal privato con la presente delibera.
Il Nostro gruppo quindi, se ciò dovesse succedere, si attiverà presso gli organi competenti e citerà i l’Amministrazione Comunale per danno erariale. Oltre naturalmente a denunciare alla cittadinanza questa operazione tanto svantaggiosa per il comune, in un periodo di gravi difficoltà economiche per gli Enti Locali dovute al crollo dei trasferimenti da parte di questo Governo targato PdL – Lega Nord.