Dal voto su Milanese emerge che Berlusconi e governo non hanno più la maggioranza. Su una scadenza che poteva segnare le sorti della legislatura si sono fermati a quota 312. Hanno salvato Milanese ma non hanno più i numeri in Parlamento.
Il che significa che sui prossimi provvedimenti o mettono la fiducia o finiscono sotto.
Il grande problema dell'Italia è che Berlusconi non è più credibile. Lui può anche rivolgersi al Paese, i mezzi di comunicazione non gli mancano, bisogna vedere quale e quanto Paese lo sta ancora a sentire.
Non si rende conto che lo scenario è profondamente mutato: mercati, Confindustria, capi di Stato esteri, tutti gli voltano le spalle. L’unica cosa chiara è che Berlusconi ha scelto la linea del muoia Sansone con tutti i filistei.
Cosa fare per evitare questa deriva? Noi non abbiamo alcun timore di elezioni, ma siamo pronti a mettere a disposizione la nostra forza per gli interessi del Paese.
Il Paese vuole scelte serie, attende persone che si prendano le responsabilità, che creino uno schieramento credibile alternativo a Berlusconi.
Senza il Pd né Di Pietro né Casini hanno prospettive. Fare i terzisti o porre veti non ha senso".
