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venerdì 8 marzo 2013

REGIONE VENETO: LA POSIZIONE DEL PD SUL BILANCIO


LEGGE FINANZIARIA REGIONALE PER L’ESERCIZIO 2013
 RELAZIONE DI MINORANZA
Relatore Piero Ruzzante
Signor Presidente, colleghi Consiglieri,
lo scorso anno avevo iniziato la mia relazione affermando che l’iter di approvazione del bilancio di previsione e della legge finanziaria regionale per il 2012 sarebbe restato contrassegnato dal ricorso all’istituto dell’esercizio provvisorio, un evento negativo eccezionale nella storia della Regione Veneto, verificatosi la volta precedente nell’ormai lontano 1978. Oggi, a pochi mesi di distanza da quella dichiarazione, sono costretto a prendere nuovamente atto dell’inefficienza politico-amministrativa della Giunta regionale, incapace ancora una volta di rispettare i tempi previsti. Il mio auspicio che le nuove norme statutarie, volte a garantire efficienza al sistema Veneto, non venissero immediatamente disattese, è rimasto purtroppo inascoltato. Se ci troviamo il 6 marzo a iniziare la discussione su finanziaria e bilancio, lo dobbiamo all’incapacità della maggioranza Lega Nord-PDL di trovare risposte ai problemi del Veneto: un fallimento politico che gli elettori hanno certificato nelle urne il 24 e 25 febbraio scorso, riconoscendo alla coalizione che governa la nostra Regione la metà dei consensi tributati nel 2010. Il Presidente Zaia, anziché assumersi le responsabilità conseguenti, si è prontamente applicato alla pratica dello scarica barile, all’interno e all’esterno del suo partito. Di ciò che accade dentro la Lega Nord e l’alleanza di centrodestra non intendo occuparmi; preferisco ricordare al Presidente Zaia che la situazione in cui ci troviamo è principalmente il risultato dei disastri provocati dal Governo Berlusconi, che non ha saputo fronteggiare la crisi economica e ne ha addiritura negato a lungo l’esistenza.. Zaia di quel funesto governo è stato figura non secondaria. Ma perseverare nell’irresponsabilità è imperdonabile: in un quadro di risorse limitate, e anzi a maggior ragione, si devono scegliere con la massima ponderazione le priorità, i settori e i soggetti destinatari di sostegno. Prendiamo atto invece di un allarmante arretramento in settori considerati (ma solo a parole!) strategici. È il caso della Funzione Obiettivo “Sviluppo del sistema produttivo delle piccole e medie imprese”: le risorse, già ridotte nel biennio 2010-2012 del 43,4%, saranno ulteriormente decurtate del 30,4% nel 2013! Non ha avuto sorte migliore il settore del commercio, che fa segnare un -23,6%.
Va ancora peggio sul fronte della tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, cavallo di battaglia leghista e del centrodestra dove e quando governa il centrosinistra: se nel biennio scorso la riduzione dei fondi era stata del 97,4%, ora siamo giunti al sostanziale azzeramento: le Amministrazioni comunali e le Forze dell’Ordine sono lasciate sole nell’azione di prevenzione e contrasto della criminalità diffusa.
In sofferenza grave anche il trasporto pubblico locale, specialmente su rotaia. I disagi sopportati quotidianamente da centinaia di migliaia di pendolari non fanno più notizia, eppure mancano almeno 15 milioni di euro per garantire standard di qualità accettabili. Quanto all’introduzione dell’orario cadenzato, più volte annunciato dall’assessore competente come una panacea, si calcola che manchino almeno otto milioni di euro per consentirne l’introduzione in coincidenza del cambio di orari estivo.
            Sul fronte degli interventi sociali ancora una sfilza di zeri nei capitoli di bilancio destinati al sostegno delle persone che versano in condizioni di povertà estrema, ai senza fissa dimora, alle vittime della tratta. Per gli interventi regionali in materia penitenziaria solamente 250 mila euro. È necessario e urgente creare un fondo per le emergenze sociali, che nella perdurante crisi economica vanno ben oltre i confini della marginalità.
            Per quanto riguarda istruzione e formazione, denunciamo la mancanza di finanziamenti destinati agli interventi infrastrutturali, nonostante l’impellente necessità di manutenzione e messa in sicurezza delle nostre scuole. Altro grande problema è quello relativo al pagamento degli enti di formazione professionale, costretti ad anticipare somme ingenti per gli stipendi del personale docente e non docente. In attesa di una soluzione definitiva, si provveda almeno a ristorare gli enti dei costi sostenuti per pagare gli interessi sui prestiti bancari.
Sul versante dei diritti e delle pari opportunità, la Giunta regionale ha “dimenticato” di accantonare nei fondi speciali le risorse necessarie a finanziare le leggi in corso di approvazione per contrastare la drammatica piaga sociale della violenza sulle donne.
In materia di tutela del territorio, a fronte dei buoni propositi di risolvere in maniera strutturale le problematiche evidenziate dall’alluvione del 2010”, le risorse stanziate ammontano a 132 milioni di euro, 83 in meno del 2010, 38 in meno rispetto all’anno scorso.
            Si potrebbe continuare a lungo snocciolando le deprimenti cifre di questo bilancio. Ma preferisco fermarmi qui, per passare a considerazioni di carattere più generale. Innazitutto rilevo che la capacità d’indebitamento della Regione si è pressochè esaurita, e questo accade proprio quando ci sarebbe più bisogno di fare investimenti per rilanciare il sistema Veneto. Non dimentichiamo certo le responsabilità della precedente Giunta, guidata dal Presidente Galan, che rinunciando all’applicazione dell’addizionale irpef anche sui più redditi elevati, ha sottratto al bilancio decine di milioni di euro disponibili per la spesa corrente e centinaia di milioni di euro per gli investimenti. Tale scelta è stata riconfermata dalla Giunta Zaia anche in questi ultimi tre anni: le responsabilità, pertanto, sono le medesime. A questi errori si assomma uno sforzo insufficiente di razionalizzazione e riduzione dei costi di apparati considerati per lo più carrozzoni clientelari. Attraverso la presentazione di un emendamento alla legge finanziaria richiameremo la Giunta regionale ad onorare questo impegno.
            Poco sopra ho stigmatizzato l’omissione di una partita nei fondi speciali destinati alla legge di contrasto della violenza sulle donne. Rilevo ora più in generale che le partite di fondo speciale indicate nel PDL 328 sono fortemente limitative dell’attività e della dignità istituzionale del Consiglio regionale, per l’esiguità delle risorse accantonate e per il modestissimo raggio d’azione della nuova legislazione, che la Giunta regionale vorrebbe limitare ai soli settori dei giovani, del territorio, della legalità e sicurezza.
In conclusione della mia relazione, desidero soffermarmi su due aspetti che hanno profondamente modificato, negli ultimi anni, il valore e il significato della discussione in quest’Aula sulle leggi  finanziaria e di bilancio.
Prima considerazione: la discussione politica avviene ancora e solamente sugli stanziamenti di competenza, mentre la cassa viene considerata una sorta di corollario tecnico; ma in realtà le dinamiche del patto di stabilità rendono il bilancio di competenza poco più che virtuale, di fronte alla concretezza delle decisioni che altri, non il Consiglio, prendono sugli stanziamenti di cassa.
Seconda considerazione: se il Consiglio regionale rimane formalmente l’organo competente ad operare variazioni al bilancio attraverso nuove leggi, è altrettanto evidente il notevole ampliamento, rispetto al passato, dei casi in cui la Giunta regionale può deliberare variazioni importanti, senza dover attendere la manovra di assestamento per ritarare priorità di spesa fissate in sede di approvazione della legge di bilancio. Poco meno di quattro mesi fa, in occasione dell’assestamento di bilancio 2012, segnalavo come a ben guardare il vero assestamento non fosse stato sottoposto al voto dell’Aula. Infatti, la Giunta regionale aveva già operato oltre 20 milioni di euro di spostamenti “discrezionali”, senza contare le movimentazioni “tecniche” di varia natura (circa 32 milioni di euro). Per la verità, anche le variazioni tecniche occultano talvolta precise e pregresse responsabilità politiche, come nel caso del capitolo 101309 “Flussi differenziali conseguenti alla stipulazione di strumenti finanziari derivati”, dove complessivamente, dal 2009 al 2012, gli azzardi sui cosiddetti derivati ci sono già costati oltre 31 milioni di euro! E la Giunta regionale  prevede che se ne perderanno altri 10.205.484 nel 2013, più 5 milioni di penali connesse alla ricontrattazione dei mutui (cap. 80356).