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mercoledì 6 marzo 2013

GRILLO: UNA RIFLESSIONE A VOCE ALTA


MERDA, CULO E SALME

Chi non la pensa come te è “un morto che cammina”, è “una faccia da culo”, un uomo che sceglie di amare un uomo è “un frocio”, chi non è con te va preso “a calci nel culo”, chi non fa parte della tua banda è una “salma”, chi ti pone domande è “un infiltrato”, chi non ti appoggia è “un venduto di merda”, chi osa andare in televisione senza permesso viene epurato e si lascia che venga linciato dal gruppo a suon di messaggi in rete minatori dove “puttana” è un buffetto sulla guancia, chi cerca di porti domande, perché lo fa di mestiere, deve essere “preso per il culo”.
Ecco questo vogliamo che il nostro Paese veda e senta, sono felice che mia figlia abbia chiaro che attraverso questo tipo di coraggio, di linguaggio ci si trova circondati da stima e rispetto, ci si trova ad essere un modello, anzi  “ la persona giusta”.
Ma resta un ma…
Chi di noi vorrebbe a casa un figlio che di fronte a un nostro punto di vista diverso dal suo, ci dicesse “chiudi la bocca faccia da culo”? Oppure chi troverebbe veramente innovatore, forte, capace il direttore di banca che, di fronte al cassiere che propone un diverso modo di procedere, lo zittisse con “Ma vai a cagare, tanto sei un pezzente”?. Chi vorrebbe come compagno di classe di suo nipote un bullo che lo umilia, lo ridicolizza, lo isola perché non è come lui, perché non è degno del suo rispetto? Chi vorrebbe un marito che se ci permettiamo un commento tra amici senza il suo permesso ci butta fuori di casa dopo averci dato della povera demente in fregola?
No, quanto sopra farebbe di noi dei disperati, come genitori, come figli, come mogli, come amici o sorelle o nonni…
Eppure come cittadini, invece… Questo paese premia l’Invasato, colui che ha inciso con il fuoco le regole della sua Democrazia che non ammette nessuna forma di dissenso, di contraddittorio, di critica….
Sarà perché ha avvicinato i giovani alla politica,  invitandoli a tenere la mazza in mano, a picchiare ad altezza testa, ad umiliare l’avversario, a condensare il proprio credo in un sano “Vafanculo” convincendoli che non esiste nulla di rispettabile al di fuori di sé e di chi la pensa esattamente come te; di questo avevamo bisogno, meno male che è accaduto.
Colpa dei partiti, colpa della Sinistra, colpa di Bersani, della Merkel, colpa di Monti, della crisi, degli scandali, del malcostume, della rabbia, del tempo, del cambio di stagione…
Colpa sempre e comunque degli altri, dei cattivi, dei vuoti lasciati, dei genitori incapaci, degli amici che istigano, degli insegnanti demotivati, dei nonni senza polso, dell’invasione delle cavallette…
Ma al malcontento e  alla delusione, si può reagire in molti modi, si può tornare a fare politica portando discussione, proposte, innovazione o buttando spalate di cacca, si può rispondere senza aizzare le folle, senza creare bersagli, senza rinchiudersi nella certezza che nessuno è all’altezza di affiancarci, di completare un nostro pensiero o facendo in modo che la rabbia diventi frusta e poi mazza e poi delirio di onnipotenza.
Ognuno di noi sceglie, tanto che alla stessa tragedia, alla stessa fortuna, nella stessa famiglia, con gli stessi strumenti ognuno di noi si costruisce una sua vita, unica, uguale a quella di nessuno, perchè ognuno di noi sceglie.
L’Invasato ha scelto come fare politica, ha scelto i toni, i contenuti, ha scelto le sue battaglie e come condurle, ha sempre offeso, denigrato, calpestato e duramente punito (a parole, sempre prima a parole..) qualsiasi altro modo  di approcciarsi alla politica. Altri hanno fatto questo e siamo arrivati a  tragedie inimmaginabili o a derive culturali di cui pagheremo il conto per ancora molto tempo.
No, non mi interessa che i treni arrivino in orario, che i tetti si riempiano di pannelli solari, che il popolo Veneto ritrovi il suo orgoglio di appartenenza se questo accade mentre qualcuno umilia qualcun altro, sbavando, ghignando, ridendo, urlando deformandosi in espressioni inquietanti.
Non basta togliere il voto a coloro che non hanno operato come noi ritenevamo corretto?
No! Dobbiamo sbranarli, umiliarli, ucciderli politicamente, dobbiamo assaggiare il sangue, tirare le monetine, dobbiamo picchiare, prendere a calci, ridicolizzare; si, si, si e poi incitare l’arena e continuare a pestare, e poi fare in modo che mille grida diventino un grido solo e poi lasciare che gli applausi coprano tutto in un crescendo senza fine e poi… E poi nel silenzio nelle macerie, nelle nefandezze che la violenza, qualsiasi sia, sempre lascia ad imbrattare ogni cosa, ancora una volta ci chiederemo; ma chi l’ha voluto? Ma gli Italiani dov’erano? Dove sono? E perché preferiscono sempre l’uomo al comando a cui obbedire, piuttosto che un progetto, una visione alla cui costruzione bisogna partecipare.
Con umiltà aspetto che il tempo dia torto o ragione alla mia analisi e naturalmente cerco sommessamente di adeguarmi ai tempi augurandomi che una testa di cazzo fascista come l’Invasato sia quanto prima pestato a sangue come una carogna ed espulso dal Paese… Ops… Sono stata inqualificabile, volgare, violenta, poco rispettosa dell’Invasato e di tutti coloro che lo seguono?
Si , ma sembra sia l’ultima frontiera di una rinata partecipazione e, ci mancherebbe, non posso non farne parte, per senso civico naturalmente, per spirito di moderno attivismo politico, perché in effetti è ora di finirla con i “buongiorno e buonasera” è ora di dare un bel calcio sui coglioni a chi non ci sembra all’altezza e due a chi siamo certi che non lo sia.
E’ questo che ci rende diversi, nuovi, puliti, intonsi, coraggiosi, i partigiani del nuovo millennio.
LAURA VIOLA
Segretario del Circolo Pd di Castelfranco Veneto